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Gli Artisti del Festival della Ceramica

Francesco Greco Ensemble

Il Francesco Greco Ensemble nasce nel 2007 dalla volontà del suo fondatore, il Maestro Francesco Greco. Costruito attorno alla voce del violino, il progetto porta la musica dei grandi strumenti classici dentro un gusto contemporaneo, vivo e attuale, dove l’elettronica non snatura mai gli strumenti ma ne esalta virtuosismo e carattere.

Per il festival, l’Ensemble sceglie di raccontarsi attraverso Suoni del Mediterraneo, la produzione che ne custodisce l’anima più profonda: un percorso in cui il violino diventa voce di mare, di memoria e di appartenenza, in dialogo con le terre che il Mediterraneo unisce. È la stessa vocazione che attraversa l’edizione 2026 del festival, dove la materia della ceramica e il suono si incontrano in un unico racconto di luce e radici.

Il Francesco Greco Ensemble sarà in scena l’8 agosto!

Mediterranean Sundance

Il Mediterraneo è anche un ponte tra sponde: il 9 agosto la chitarra e il trombone si incontrano sulle note di Mediterranean Sundance, in un dialogo che unisce l’Andalusia alla costa ionica, il flamenco al respiro caldo degli ottoni. Due voci diverse dello stesso mare, che si riconoscono.

Ivan Romanazzi è chitarrista classico e flamenco, originario di Taranto. Ha mosso i primi passi con Sergio Betti, proseguendo la formazione in Conservatorio sotto la guida di Pino Forresu, per poi approfondire il flamenco a Madrid, nella prestigiosa accademia “Amor de Dios”, perfezionandosi con il maestro “El Guito” e affinando il proprio stile nei diversi palos del repertorio tradizionale. Ispirato da grandi nomi come Tomatito, Gerardo Núñez e Vicente Amigo, ha scelto di dedicarsi interamente al flamenco, fondando la propria crescita artistica su umiltà, volontà e ferrea motivazione. Predilige il repertorio solistico, ma è interprete sensibile anche nell’accompagnamento al baile; accanto all’attività didattica, che considera il cuore della propria vocazione, collabora stabilmente con il maestro Salvatore Russo in spettacoli di gipsy jazz, in teatri ed eventi in tutta Italia.

Giuseppe D’Elia è un trombonista professionista originario della zona di Taranto. Ha perfezionato i suoi studi al Conservatorio “G. Paisiello” di Taranto ed è attivo come professore d’orchestra. Collabora stabilmente con l’Orchestra ICO Magna Grecia, tra Taranto e Matera, ed è membro dello Jonic Brass Quintet, con cui ha inciso colonne sonore e si esibisce nei concerti del territorio ionico. Ha suonato con l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari e al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, affiancando all’attività concertistica un costante impegno didattico.

Ivan Romanazzi e Giuseppe D’Elia saranno in scena insieme il 9 agosto. Due strumenti, due tradizioni, un solo mare: un incontro in cui la corda e il fiato si cercano e si rispondono, come le sponde che il Mediterraneo tiene unite.

Elena Costa e Daniela Rizzo

Si racconta che, quando il mare sogna, dalle sue profondità emergano creature misteriose. Un mimo, custode di segreti sommersi, e una figura sospesa sui trampoli, leggera come un miraggio, prendono vita tra le vie del Quartiere delle Ceramiche.

Elena Costa e Daniela Rizzo firmano un incontro itinerante sospeso tra sogno e realtà: si muovono tra la gente, trasformando ogni strada in un fondale marino a cielo aperto. Un incanto silenzioso e visionario, capace di sorprendere grandi e piccoli, in cui il Mediterraneo non si ascolta soltanto, ma si guarda apparire.

Brani dal Mare

C’è una musica che non conosce confini e attraversa il Mediterraneo da una sponda all’altra. Gaia Costantini e Davide Esposito la portano in scena con Brani dal Mare, un set live per chitarra acustica e fisarmonica che intreccia le voci del mare nostrum: dall’Andalusia al Sud Italia, fino alla Grecia.

Ritmi e melodie di terre diverse si rincorrono e si riconoscono, in un unico respiro mediterraneo che accompagna l’antica tradizione della ceramica grottagliese. La materia e il suono si incontrano ancora una volta nel cuore del Quartiere delle Ceramiche, dove ogni nota diventa rotta e ogni melodia racconta un porto.

Gaia Costantini e Davide Esposito saranno in scena l’8 agosto.

Portomadera

Nel loro repertorio il balfolk europeo incontra il Sud Italia, i Pirenei e le sonorità balcaniche e danubiane: mazurke, bourrée e scottish convivono con ritmi dispari, melodie modali e strutture aperte, in un dialogo continuo tra danza e ascolto. Porto Madera suona a contatto con il pubblico — per terra, sulla pietra, sotto archi e volte, tra la gente — trasformando ogni spazio in un momento condiviso.

Uno spettacolo vivo e itinerante, che porta nel Quartiere delle Ceramiche lo spirito più autentico del Mediterraneo: quello dell’incontro, della prossimità e delle rotte che uniscono terre lontane.

Porto Madera sarà in scena l’8 agosto.

Tommaso Massarelli

Tommaso Massarelli ha iniziato la sua avventura nelle piazze salentine, incantato dalle tradizioni e dai ritmi autoctoni. Ha studiato il tamburello fin dai primi passi della sua formazione, assorbendo lo stile e la funzione della musica popolare, per poi intraprendere lo studio dell’organetto diatonico, lo strumento che gli avrebbe aperto le porte dei palchi. Con il gruppo Niuri te Sule, con cui suona ancora oggi, si è esibito nei più importanti contesti della musica popolare in Italia.

Il suo percorso lo ha portato a incontrare il balfolk europeo e ad ampliare il proprio linguaggio: insieme a Carlo Massarelli ha inciso, come primo organettista, il disco Musique en Vogue del Duo Massarelli, progetto acclamato dalla critica e pensato come ponte tra il Sud Italia e le danze del centro e nord Europa, ancora oggi suonato negli eventi di Mazurka Klandestina in tutta Europa. Dopo aver vissuto tra la patria della courenta e l’America Latina — con circa sei anni in Messico e centinaia di concerti, dal Duo Massarelli alla band Tempus Mutatur — ha continuato a omaggiare le proprie radici intrecciandole ai suoni dei luoghi che lo hanno accolto.

Sul palco del festival porta un viaggio all’organetto tra tarantelle, mazurke e sonorità mediterranee, balcaniche e occitaniche. Un approccio etnomusicologico che attraversa confini geografici e temporali, celebrando l’universalità della musica e la sua capacità di unire culture diverse: esattamente ciò che il Mediterraneo, da sempre, sa fare.

Tommaso Massarelli sarà in scena il 9 agosto.

Gianni Masci

C’è un Mediterraneo che guarda avanti, che intreccia le sue radici antiche a paesaggi contemporanei. È quello di Gianni Masci: chitarrista, polistrumentista, arrangiatore e producer, con oltre vent’anni di attività tra Italia, Europa e Stati Uniti in progetti come Jolaurlo e UNA, e palchi condivisi con artisti come Siouxsie, Sting, Robert Plant e Santana. Dal 2024 torna con un nuovo percorso solista.

Il suo live set trasforma una chitarra acustica, gli effetti e la loopstation in un’esperienza immersiva, dove convivono radici mediterranee, atmosfere cinematiche e ritualità elettronica: un viaggio che va dai paesaggi più intimi e sospesi fino a veri e propri dancefloor psichedelici. Nel cuore del Quartiere delle Ceramiche, la materia più antica incontra il suono del presente, e il Mediterraneo si rivela ancora una volta come un luogo capace di reinventarsi senza dimenticare da dove viene.

Gianni Masci sarà in scena l’8 agosto.

Gennaro Esposito

Ci sono strumenti che aspettano una mano capace di risvegliarli. L’8 agosto, all’inaugurazione del festival, sarà Gennaro Esposito a restituire per primo la voce al pianoforte di Violetta Scaglioso: lo strumento restaurato che, dopo un lungo silenzio, torna a suonare tra le vie del Quartiere delle Ceramiche.

Il suo sarà un viaggio ispirato al Mediterraneo, dove ogni nota sa di mare, di luce e di partenze. Un programma pensato per dialogare con la materia della ceramica e con il paesaggio sonoro del festival, in cui il pianoforte non è soltanto strumento, ma racconto di un luogo e di una memoria.

Cosa porterà esattamente tra le botteghe e i vicoli del Quartiere? Lo scopriremo insieme, all’inaugurazione. Alcune cose è più bello lasciarle accadere.

Il pianoforte di Violetta sarà itinerante e di tutti: ogni pianista che durante il festival desideri sedersi e suonarlo può prenotarsi al numero 347 1828784.

Francesco Convertini

Il 9 agosto la storia continua. A sedersi al pianoforte di Violetta Scaglioso sarà Francesco Convertini, per una seconda giornata in cui lo strumento restaurato torna a vibrare tra le botteghe e le voci del Quartiere delle Ceramiche.

Anche il suo viaggio nasce dal Mediterraneo: un intreccio di suggestioni sonore che guardano al mare come a un orizzonte comune, capace di unire terre, tradizioni e sensibilità diverse. Il pianoforte diventa così un ponte — tra ieri e oggi, tra chi quello strumento lo ha amato per una vita e chi oggi lo fa suonare di nuovo.

Un incontro da vivere dal vivo, mentre il pianoforte si muove tra le vie del Quartiere: perché la bellezza, al festival, si scopre un tasto alla volta.

Anche qui l’invito resta aperto: i pianisti che durante il festival vorranno suonare il pianoforte di Violetta possono prenotarsi al numero 347 1828784.

Claudia Capriglia

Ci sono voci che sanno essere insieme radice e orizzonte. Quella del violino di Claudia Capriglia è una di queste.

Grottagliese, classe 2007, Claudia inizia a studiare violino nel 2018 e in pochi anni costruisce un percorso che intreccia rigore e talento: due Primi Premi al Concorso Musicale Internazionale «Domenico Savino» — tra cui un Primo Premio Assoluto con 98/100 — e oggi la formazione da studentessa al Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Negli anni ha portato il suo archetto in cerimonie, rassegne ed eventi in tutta Italia, fino all’esibizione solistica alla Como Cup, sul Lago di Como.

Ma a Grottaglie Claudia è anche un altro nome che questo festival conosce da vicino: è la direttrice creativa che ne firma l’identità visiva sin dall’edizione 2025, passando per la Christmas Edition, fino a questa edizione 2026. Un doppio talento — la mano che disegna e l’archetto che canta — che al festival trova la sua sintesi più naturale.

Cosa suonerà tra le vie del Quartiere delle Ceramiche? Lo lasciamo al Mediterraneo. Sarà un dialogo tra le corde e il mare, tra la materia della ceramica e la luce del Sud: un momento da scoprire dal vivo, l’8 e il 9 agosto.

Claudia Capriglia
...e questi sono solo alcuni degli artisti che renderanno il festival indimenticabile. Preparati a vivere un’esperienza unica: percorri le affascinanti vie del Quartiere delle Ceramiche e lasciati sorprendere da performance, colori, profumi e atmosfere tutte da scoprire!

Quartiere delle Ceramiche

74023 – Grottaglie (Ta)

Italy

‭+39 347 1828784‬

info@festivaldellaceramicadigrottaglie.it

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